18Mag

PERCHE’ FARE SPORT E PROMUOVERLO?


“Sviluppo, conservazione della funzionalità dell’organismo umano e ritardo nel processo involutivo”

Il movimento produce effetti su tutte le parti dell’organismo umano e la sua carenza o mancanza si ripercuote negativamente su tutta la persona.

Tali effetti sono differenti riguardo a qualità e quantità a seconda dell’età del soggetto. Possiamo infatti parlare di effetti che favoriscono lo sviluppo delle 
principali funzioni organiche in età evolutiva, gli altri che facilitano la conservazione dell’efficienza fisico motoria nell’età adulta e di altri ancora che aiutano a prevenire e a ritardare il processo di invecchiamento nella tarda età adulta e nell’età anziana.

SVILUPPO E CONSERVAZIONE DELL’APPARATO SCHELETRICO

 Durante l’attività fisica le ossa vengono sottoposte a sollecitazioni che stimolano le deposizioni di nuove fibre collagene e Sali minerali.
Inoltre, l’aumento della circolazione sanguigna favorisce la nutrizione e il rifornimento di calcio.
 Questi due fenomeni fisiologici fanno di colui che si muove un’atleta con ossa più forti e rispetto al sedentario. Altri due importanti effetti sono lo sviluppo in larghezza dell’osso, favorito dalla trazioni che i muscoli esercitano sull’apparato scheletrico e lo sviluppo in lunghezza, influisce sulla statura dell’individuo, favorito da un aumento di nuove cellule ossee a livello epifisario.

L’influenza esercitata dall’esercizio fisico sulla produzione di tre ormoni, il GH o ormone della crescita, il PARATORMONE e la CALCITONINA, si traduce a livello osseo su effetti ormai noti e dimostrati scientificamente quali, rispettivamente, l’allungamento e la rigenerazione del tessuto osseo, un più efficace metabolismo
del calcio e del fosforo con ripercussioni positive sugli osteoblasti.

Osteoblasti: responsabili della formazione di matrice ossea
Osteoclasti: responsabili della disgregazione di matrice ossea

MANTENIMENTO E MIGLIORAMENTO DELLA FUNZIONALITÀARTICOLARE


Il sistema articolare permette all’uomo di muovere segmenti del corpo secondo gradi di libertà, direzioni ed ampiezze specifiche per ogni tipo di articolazione che
 possono essere parzialmente influenzate dalle abitudini di movimento.
L’apparato articolare trae dall’esercizio fisico una serie di benefici così riassumibili:

 • Mantenimento fisiologico della mobilità articolare funzionale alle abitudini motorio-sportive dell’individuo;

• Irrobustimento articolare e maggiore stabilità dell’articolazione;

• Aumento recupero della mobilità articolare;

• Prevenzione dei processi degenerativi a carico delle articolazioni e ritardo  nell’invecchiamento dell’apparato articolare.

Nel corso della vita le strutture articolari vanno in contro a processi di modifica del grado di mobilità e di ampiezza articolare che dipendono non solo da fattori ormonali, ma anche da abitudini di movimento prevalentemente legate all’età.

 

MANTENIMENTO DEL TONO POSTURALE, IPERTROFIA MUSCOLARE, MAGGIOR RESISTENZA LOCALIZZATA ALLO SFORZO

Anche l’apparato muscolare subisce, durante la nostra esistenza, importanti modificazioni che vengono condizionate dalle attività motorie svolte. Il tono posturale, corrispondente al grado di tensione muscolare che consente di assumere e mantenere le posizioni del corpo nello spazio ed i rapporti articolari tra i segmenti corporei in opposizione alla forza di gravità, viene mantenuto in allenamento dai movimenti del corpo e risulta carente solo in quei periodi dell’età dello sviluppo che gli studiosi dell’accrescimento hanno individuato con il nome di “Proceritas” o di allungamento staturale dove i muscoli subiscono situazioni di ipoplasia o eccessivo allungamento.

Le cellule muscolari possono, grazie al movimento, variare la dimensione delle fibre e la loro capacità di contrarsi in modo più o meno veloce o resistente.

La dimensione volumetrica delle fibre è uno dei fattori che influenzano la capacità contrattile del muscolo. Intervengono infatti anche la tipologia delle fibre e la capacità del sistema nervoso di inviare impulsi ad alta frequenza.

Nell’età adulta, prima, ed anziana, poi, le cellule muscolari tendono ad essere sostituite da tessuto connettivo e si assiste pertanto ad una progressiva diminuzione di forza, lavoro, resistenza e potenza della contrazione muscolare.

 

EFFETTI POSITIVI DI UN’ATTIVITÀ MOTORIA CONTINUATIVA SULL’APPARATO MUSCOLARE:

• Mantenimento del tono posturale

• Ipertrofia funzionale ed incremento di forza, lavoro e potenza

• Mantenimento della lunghezza fisiologica del muscolo atta al compimento      della motricità abituale ed utilitaria.

• Mantenimento e miglioramento della morfologia del corpo, con conseguente beneficio estetico

• Aumento della funzionalità muscolare derivante da una migliore e maggiore capillarizzazione ed ossigenazione, da un aumento di sostanze ergastiche e di     glicogeno.

 

MIGLIORAMENTO DELLA FUNZIONALITÀ CARDIOCIRCOLATORIA 

L’atleta che compie allenamento che comportano uno sforzo continuativo e prolungato nel tempo presenta un cuore modificato nella forma:

Il famoso cuore dell’atleta, di conformazione sferica.

Tale effetto gli consente di ospitare più sangue nelle sue cavità, fenomeno designato come ipercardiovolume, e di spingerlo con  maggior efficacia grazie all’irrobustimento del miocardio.

L’aumento di volume delle cavità cardiache e l’ispessimento delle pareti del cuore sono condizioni che permettono di inviare una maggiore quantità di sangue ad ogni sistole (aumento della gittata sistolica) andando ad aumentare la portata cardiaca.

Questa situazione provoca, nell’individuo a riposo, una diminuzione di pulsazioni dando luogo al fenomeno della bradicardia.

 

L’uomo che fa attività motoria consegue a livello cardiocircolatorio i seguenti benefici:

• Migliorano i tempi di recupero dopo lo sforzo; il soggetto infatti recupera il ritmo cardiaco di riposo più velocemente del sedentario;

• Migliora il nutrimento del cuore inseguito alla vascolarizzazione miocardica, tanto è vero che i capillari che portano sostanze nutritive e ossigeno al muscolo cardiaco aumentano di numero e di volume;

• Si riduce la pressione sanguigna nei soggetti che svolgono attività motoria regolare.

Anche l’apparato circolatorio, assieme al muscolo cardiaco, aumenta la propria funzionalità al punto che con l’aumento della quantità di emoglobina il sistema è in grado di fissare una maggiore quantità di ossigeno e di aumentare quantitativamente le sostanze nutritive trasportate a livello periferico oltre ad eliminare più velocemente le scorie prodotte dalla contrazione.

Un altro importante beneficio procurato dall’attività motoria è la prevenzione della trombosi, oggi identificata come la malattia cardiocircolatoria che causa il maggior numero di decessi per infarto del miocardio o per ictus cerebrale.

L’attività motoria favorisce l’aumento della superficie trasversa e quindi del calibro dei vasi arteriosi e ha una funzione di spremitura di quelli venosi facilitando il ritorno del sangue al cuore.

Altri effetti causati dal movimento sono l’aumento del consumo degli acidi grassi, la riduzione del tasso di colesterolo, l’incremento delle lipoproteine HDL ed il calo delle LDL con conseguente riduzione dei trigliceridi e dei fenomeni di attività piastrinica, vere e proprie minacce per i cardiopatici.

 

MIGLIORAMENTO DELLA FUNZIONALITÀ RESPIRATORIA

Ad una maggiore richiesta di ossigeno da parte dell’apparato locomotore fa riscontro un necessario aumento della ventilazione polmonare.

Polmone, bronchi e vie respiratorie non subiscono una modificazione di dimensione, ma aumentano la loro funzionalità grazie al soggetto che impara ad utilizzarli al meglio.

Sintetizziamo gli effetti positivi evidenziando:

• La riduzione dei tempi di recupero dopo lo sforzo che si manifesta, in chi fa attività di movimento abituale, nel minor tempo impiegato per il ritorno ad atti respiratori normali;

• La scomparsa o la comparsa ritardata del “fiatone” dovuto all’esigenza fisiologica di un immediato aumento della ventilazione polmonare nei momenti di inizio di un’attività prolungata moderatamente intensa;

• La diminuzione della frequenza respiratoria sotto sforzo e a riposo;

• L’aumento del tempo di apnea;

• Il minor dispendio energetico a carico dell’apparato muscolare addetto agli atti respiratori: chi si muove consuma di meno per respirare e può quindi convogliare le energie verso quei settori direttamente impegnate nelle attività;

• L’aumento dell’efficienza del diaframma e degli altri muscoli respiratori che uniti all’aumento di mobilità della gabbia toracica comporta una maggiore capacità vitale o quantità di aria che può essere emessa dopo un’espirazione forzata.

La capacità vitale è indice attendibile di funzionalità respiratoria.

 

IPOCINESI ED ANALFABETISMO MOTORIO

Le malattie ipocinetiche o la carenza di movimento stanno progressivamente aumentando non solo nei soggetti in età evolutiva ma anche nelle altre età dell’uomo e si pensa che ciò sia dovuto ad una molteplicità di fattori.

Anzi tutto un sistema scolastico di base, deputato ad una formazione globale e completa dell’uomo, non è in grado di educare al movimento e non sa integrare le culture tradizionali (umanistica e scientifica) ad una cultura motoria, utilitaristica e salutistica generando, di fatto, una situazione diffusa di analfabetismo motorio.

In secondo luogo, la carenza di strutture e di ambienti che disattendono la gioia ed il piacere di muoversi del bambino, non consentono una gestione motoria degli spostamenti medio piccoli (carenza di spazi per camminare, di aree pedonali e di piste ciclabili) e non offrono possibilità di occupazione del tempo libero fondate sulla pratica motoria abitudinaria (carenza di zone verdi

isolate dal traffico, di campi da gioco polivalenti). Inoltre il sistema del lavoro, incentrato in prevalenza sulla produzione, trascura tutto il benessere psico-fisico del lavoratore tant’è che, a differenza di altri contesti europei, sono ancora pochi in Italia le aziende che investono nella salute e nel benessere dei propri dipendenti.

Se a questi uniamo una ancora diffusa mancanza di cultura alimentare e la presenza di eventuali fattori ereditari negativi, abbiamo un quadro completo delle cause di possibili situazioni ipocinetiche.

 

Il corpo è impostato, concepito strutturalmente e fisiologicamente per muoversi non per rimanere fermo

Questo è il primo semplice concetto che l’operatore del movimento deve capire, far capire e diffondere.

L’uomo per il proprio benessere deve convertirsi ad una pratica motoria abitudinaria abbinando alla cultura del movimento una buona cultura alimentare.

Mirko Orrù

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